1. Introduzione
La chiesa della Madonna del Rosario e di San Primiano Martire, più semplicemente conosciuta come “chiesetta di San Primiano”, è un luogo sacro che emana una dolce e intensa spiritualità. Ha conservato integralmente il suo fascino e la sua bellezza, pur avendo perduto la sua fisionomia originaria durante i lavori eseguiti nei primi anni Sessanta del Novecento. Difatti, proprio in quegli anni la chiesa ha subito una profonda trasformazione a causa degli interventi di ristrutturazione che hanno trasformato sul piano estetico la fisionomia ottocentesca dell’edificio sacro. Quei lavori hanno comportato la modifica dei seguenti elementi architettonici: la sostituzione del tetto a due falde in capriate con una copertura a tetto piano in latero-cemento, l’eliminazione del piccolo campanile a vela ad una luce sul lato absidale (fig. 5), la lieve semplificazione dell’ampio campanile a vela a due luci della facciata (fig. 4) e il completo rifacimento dell’interno che era ornato con quadri pittorici e statue lignee ma privo di affreschi e di pitture murali. In merito è importante precisare che i paramenti murari esterni e interni della chiesa sono sempre stati completamente privi di decorazione musiva e pittorica, tanto che il suo patrimonio artistico comprendeva soltanto un’ampia categoria di oggetti mobili sacri, quali: la statuaria, i quadri, la suppellettile liturgica (costituita da arredi d’altare, vasi sacri, biancheria e coperture sacre, candelieri, oggetti processionali, insegne ecclesiastiche e oggetti devozionali), i libri liturgici e gli ornamenti preconciliari.
Non essendoci specifiche descrizioni né foto d’epoca che possano dare un’idea di come la chiesa fosse artisticamente e liturgicamente costituita prima di tale ristrutturazione, abbiamo attinto al ricordo degli anziani per ricostruire graficamente il suo interno (figg. 2-3) il quale era caratterizzato da uno schema planimetrico a navata unica completata dal presbiterio ad abside piatto e dall’adiacente sagrestia (fig. 5).
Il cuore della chiesa originaria era il presbiterio che aveva al suo centro l’Altare Maggiore (figg. 2-3) dedicato specificamente alla Madonna del Rosario; da questo punto, alzando lo sguardo verso la parte alta del muro absidale, si potevano osservare tre nicchie allestite nello stesso spessore murario: in quella centrale vi era la statua della Madonna del SS. Rosario, alla sinistra quella di S. Antonio e alla destra quella di S. Leonardo. L’area presbiterale era illuminata dalla luce della monofora che si apriva nella parte superiore dell’abside. Sulla parete laterale destra del presbiterio campeggiava la nicchia con il simulacro di Santa Filomena e, simmetricamente, sulla parete laterale sinistra quella dell’Arcangelo Raffaele. In fondo al presbiterio, dietro l’Altare Maggiore, era posizionato un bellissimo coro ligneo che fungeva anche da oratorio per i confratelli della Congrega della Madonna del Rosario e di San Primiano Martire che è stata la committente della chiesa, edificata nel primo trentennio dell’Ottocento.
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